Maria
Carta è nata nel
Logudoro,
a
Siligo (Sassari), da
una famiglia povera. Ha passato l’infanzia, come
ogni bambino della sua condizione, aiutando nel lavoro
la famiglia, ma anche prestando attenzione vivacissima
alle tradizioni della sua gente.
Molto si deve a questa straordinaria cantante (Siligo
1934 - Roma 1994) se, da metà degli anni settanta,
si è accentuata una generale riscoperta e valorizzazione
del
patrimonio tradizionale isolano.
Si può dire che non ci sia aspetto della musica
sarda che Maria Carta non abbia setacciato in
25
anni di carriera: ninne nanne, gosos, canti gregoriani
sono stati rispolverati e rivitalizzati con un contributo
originale della cantante logudorese.
La passione per il canto era viva fin dalla primissima
infanzia quando cantava la messa nella parrocchia del
paese; ma del resto in famiglia, nell’ottocento,
era vissuta
Filomena Delogu,
una delle prime donne nell’isola a tenere concerti
in piazza.
La svolta comunque per
Maria Carta
matura nel
1958 quando si
trasferisce a Roma e perfeziona il suo già avviato
lavoro di ricerca sul patrimonio sardo, frequentando
il
“Centro studi di musica
popolare”, presso l’
Accademia
Santa Cecilia...
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Culturale.